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Il Tiramisù Made in Venezia sbarca in Arabia Saudita e Corea

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tiramisu veneziaIl miglior Tiramisù veneziano fa le valige e va in giro per il mondo, a partire dall’Oriente. L’intuizione l’hanno avuta tre amici veneziani, Roberto Caruti (manager-chef), Emanuele Dal Carlo (comunicatore) e Andrea Dalla Valentina (vetraio), titolari e promotori del laboratorio-negozio “Tre Mercanti”, sul ponte della Guerra, a due passi da San Marco, dove il dolce tipico viene confezionato a ridosso della vetrina, sotto gli occhi dei passanti.

Un’idea che ha subito destato interesse, curiosità e innescato il fatidico passa-parola perché davanti alle loro vetrine si sono fermati non solo turisti, anche blogger orientali, inviati di televisioni arabe, giornalisti-viaggiatori di mezzo mondo. Tanto che un anno fa ci sono state pure telefonate di imprenditori stranieri che proponevano operazioni di franchising per replicare altrove l’originale laboratorio-negozio lagunare.

Così il delizioso tiramisù “Made in Venezia”, confezionato con la medesima miscela di caffè fatta su misura, gli stessi savoiardi italiani, lo stesso mascarpone, ora lo si può gustare a Riad, in Arabia Saudita, e a Seul, nella Corea del Sud. Ma a questi primi due laboratori-negozi ne seguiranno altri otto, copie della casa-madre di Venezia, dagli scaffali ai biscotti.

Dall’idea iniziale è stato un crescendo: un tiramisù tira l’altro, le confezioni sono diventate miglia di porzioni ogni anno, confezionate in ben 27 varianti: dal pistacchio di Bronte al gusto alla Nutella o alla fragola, fino al più recente Tiramisù allo Spritz, Aperol e Prosecco. E proprio quest’ultima versione, anch’essa decisamente nel solco della tradizione veneta, è una delle chiavi del nuovo successo. In realtà, ha ammesso Caruti, uno dei tre partner del tiramisù lagunare, “non avevamo mai pensato di farlo allo Spritz, ma continuavano a proporcelo. L’abbiamo preso come una sfida, senza pensare di I-Tre-Mercanti-Spritzamisù-4prepararlo davvero. Poi l’ho fatto assaggiare ai miei vicini di calle, i miei ‘tester’ per i nuovi gusti, e tutti mi hanno detto ‘che bon!. Così ora il tiramisù allo Spritz è tra i più apprezzati”. Una versione che, però, non viene proposta nel laboratorio-negozio di Riad per non violare le regole religiose.

Caruti ha reso noto che “abbiamo già richieste dal Kuwait, Cina, Russia, Parigi, Berlino, Londra. Ma ci siamo posti una pausa di riflessione perché dobbiamo organizzarci. Vogliamo farlo a modo nostro, con le nostre materie prime, il nostro caffè, le nostre ricette. Non ultimo la logistica: non è semplice aprire un negozio per vendere 150 tiramisù in un giorno e poi ritrovarsi a dover chiudere la porta dopo 12 minuti perché sono finiti tutti, come è successo il secondo giorno a Riad”.

La genesi del laboratorio-negozio “Tre Mercanti” è semplice, spontanea e ulteriore conferma della genialità italiana. Lo stesso Caruti ricorda che “nel 2007 volevamo fare qualcosa di bello e buono: dimostrare che a Venezia c’è anche qualità e non solo mordi-e-fuggi e così abbiamo aperto il negozio, per proporre una selezione di prodotti italiani, vino, cioccolate”. Poi non si sono seduti sui successi lagunari.

Come ha raccontato Emanuele Dal Carlo, un altro del trio di intraprendenti veneziani, “tre anni fa, attorno ad una bistecca, ci siamo detti che volevamo avere un’idea nuova. E cosa c’è di più veneto, conosciuto in tutto il mondo, che piace a tutti, che si può preparare senza cucina e con poche attrezzature se non il tiramisù? Roberto si è concentrato per mettere a punto la ricetta, si è messo a lavorare col misurino e il cronometro e siamo partiti”. È così che è nato un tiramisù né troppo dolce, né troppo alcolico, né con troppo caffè. “Inoltre abbiamo pensato di farlo a carte scoperte, ossia in vetrina, sotto gli occhi di tutti e dimostrare che non è vero che a Venezia tutto è falso, surgelato, precotto, insomma ‘cinese’”, ha svelato il manager-chef del trio.

 

di Eleonora Albertoni

22 Agosto 2016

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