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Made in Italy: esportare dolce vita, sfida PMI a nuovi mercati

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madeinitaly-marcopolonewsMettere la bandiera del Made in Italy in tutto il mondo. Esportare i nostri prodotti e le nostre eccellenza oltreconfine e soprattutto nei mercati emergenti. È la sfida, in parte già vinta di alcune imprese italiane, anche di piccola dimensione. Lavorando sulla formazione in loco, sullo studio dei consumi e degli aspetti culturali dei vari Paesi, molte piccole e medie imprese nostrane sono riuscite a inserirsi nei nuovi mercati e hanno puntato molto sull’internazionalizzazione per combattere la crisi. Questi i temi al centro della ricerca “Esportare la dolce vita”: le opportunità per le esportazioni di beni ‘belli e ben fatti’ (BBF) nei mercati emergenti”, a cura del Centro Studi Confindustria e Prometeia, appena presentata a Milano. I beni BBF sono costituiti da prodotti di fascia medio-alta dei settori alimentare (in particolare salumi e vini, bevande spiritose e aceti), arredamento, abbigliamento e tessile casa, calzature, occhialeria e oreficeria-gioielleria. La ricerca è condotta con il contributo di Assica, Anfao, Assocalzaturifici, Confindustria Alberghi, Federalimentare, FederlegnoArredo, Federorafi, Federvini, Sistema Moda Italia e Ucina.

Nel rapporto sono presentate le previsioni al 2021 delle importazioni da parte dei nuovi mercati di prodotti BBF, riportando il totale dell’import dei vari paesi del mondo e la quota italiana. In questa edizione ci sono approfondimenti sul sistema alberghiero italiano di categoria elevata e sul settore nautico come vetrine di promozione dei prodotti BBF. Inoltre, c’è un focus sulle forze che spingono gli acquisti di bello e ben fatto nei nuovi mercati. Le politiche economiche dei governi a sostegno dei consumi, gli aspetti di natura culturale, religiosa e climatica, nuove tecnologie, demografia, partecipazione femminile al lavoro, istruzione e urbanizzazione incidono sulla capacità di acquisto dei consumatori e sulle loro preferenze di spesa.

La ricerca è stata condotta con il contributo di 9 associazioni di Confindustria: Anfao, Assica, Assocalzaturifici, Confindustria Alberghi, FederlegnoArredo, Federorafi, Federvini, Sistema Moda Italia e Ucina. Ecco le principali imprese che sono riuscite a sbarcare e affermarsi all’estero:

– FEDERVINI: Masi è un’azienda leader nella produzione di Amarone che da sempre interpreta con passione i valori delle Venezie.

– SMI: Monnalisa SpA è un’azienda toscana specializzata nel vestire i bambini di fascia alta.

– UCINA: Sanlorenzo è un cantiere che dal 1958 produce imbarcazioni realizzate su misura secondo lo stile e le esigenze di ogni singolo armatore.

– CONFINDUSTRIA ALBERGHI: Starhotels è una catena di alberghi di lusso con base a Firenze, di proprietà della famiglia Fabri.

– ASSOCALZATURIFICI: il calzaturificio Baldinini nasce nel 1910 nel distretto romagnolo di San Mauro Pascoli, sulla costa Adriatica.

– ASSICA: il Salumificio Bordoni è un’azienda familiare nata nel 1997 e affermatasi nel distretto della Valtellina con un prodotto apprezzato in Italia e all’estero: la bresaola.

– FEDERORAFI: Better Silver è un’azienda leader nella produzione d’argento, dal catename a metraggio al semilavorato, dall’accessorio al gioiello.

-FEDERLEGNO ARREDO: Seguso Vetri d’ARTE. Il 3 maggio 1397 è la data che attesta, con un documento conservato nell’Archivio di Stato, l’attività vetraria di Filius Segusi.

di Leonzio Nocente

06 Maggio 2016

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