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La trevigiana Maeg realizza il “ponte dell’infinito” a Dubai

Opera faraonica per gli emiri, la trevigiana Maeg realizza il “ponte dell’infinito” a Dubai, un progetto da 107 milioni di dollari.

Tra un mese sarà completato il ponte di Shindagha a Dubai,  un arco in acciaio che avvolge il viadotto in calcestruzzo di 12 corsie, come un gigantesco simbolo matematico di infinito. Costituito da 46 segmenti che raggiungono l’altezza di 67 metri e la lunghezza della campata di 135 metri, l’opera è stata realizzata dalla Maeg, general contractor specializzato in costruzioni in acciaio con sede a Vazzola (Treviso).

“La forma, le dimensioni e la leggerezza delle 2.500 tonnellate di acciaio testimoniano la capacità delle persone di fare squadra”, spiega Alfeo Ortolan, fondatore e, insieme con la famiglia, titolare della società. “I lavori sono stati portati avanti in tempi difficili con modalità nuove imposte dalla pandemia. Rispettare con rigore le regole ha aggiunto impegno a impegno, ma l’esperienza dei nostri uomini ha permesso un lavoro senza stress. Era necessario fare squadra e la squadra c’era già e la giovane età, in media di circa 40 anni, ci ha dato una mano”.

La progettazione

Maeg ha fornito la progettazione e la posa in opera delle strutture metalliche realizzate nei propri stabilimenti veneto-friulani da dove sono usciti lavori verso ogni parte del mondo. Il montaggio è stato compiuto in due tempi: nella prima fase si è lavorato per ancorare le basi con la gettata di calcestruzzo, nella seconda, quella finale di questi ultimi tre mesi, sono state completate tutte le parti visibili che rendono il nuovo ponte un gioiello di tecnologia ed arte quasi sospeso tra cielo e acqua.

Il progetto fa parte dello Shindagha Corridor, un’estensione di 13 chilometri per migliorare il flusso del traffico in uno dei più antichi quartieri della città, accogliendo anche traffico marittimo all’interno del Dubai Creek.

L’opera

Il ponte di Shindagha è un ponte a 12 corsie realizzato in calcestruzzo, mentre l’iconico arco, chiamato anche “arco dell’infinito” per la sua forma architettonica simile al simbolo matematico dell’infinito, è fatto interamente in acciaio. L’arco in acciaio è costituito da 46 segmenti che raggiungono un’altezza di 67 metri e una lunghezza della campata di 135 metri. Nella sua geometria finale, aveva solo 20mm di tolleranza rispetto allo sviluppo teorico.

La sua installazione è stata suddivisa in due fasi: nella prima fase, 10 centine ad arco sono state posizionate con una gru cingolata da 600 tonnellate e sono state parzialmente incorporate ai dei pilastri in calcestruzzo per consentire poi il completamento dell’impalcato in calcestruzzo. La seconda fase è iniziata con il montaggio di macro-segmenti di circa 100 tonnellate e 41 metri di lunghezza, usando una gru cingolata da 600 tonnellate posata su una chiatta. I segmenti ad arco sono stati collocati su torri temporanee alte 35 metri, di cui quattro in acqua, quattro sopra il sistema di protezione del molo composto da pilastri e cinque sopra l’impalcato. Lo strato finale del trattamento di verniciatura conferisce all’arco un particolare aspetto argenteo metallico.

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