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Vino: uso dell’online delle prime 25 aziende del Made in Italy

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ecommerce-marcopolonewsCome usano l’on line le prime 25 aziende vinicole del nostro Paese in un mondo sempre più connesso? Anche le cantine italiane, infatti, devono fare sempre più i conti con il grado di digitalizzazione del mercato enologico e dei consumatori. Presidiati il mobile e i social network più collaudati; restano ancora aperte, però, grandi opportunità legate al search marketing, alla strategia social e all’e-Commerce gestito direttamente dai siti web delle aziende, ma sono accessibili solo da 2 su 25! Questi in sintesi i risultati della 2.a ricerca di FleishmanHillard, che ha analizzato ad aprile presenza e attività online delle prime 25 aziende vinicole italiane per fatturato, sulla base della classifica dell’indagine Mediobanca (marzo 2015).

L’analisi ha preso in considerazione parametri sia qualitativi che quantitativi delle principali società del settore del vino Made in Italy, comparto che genera un fatturato superiore ai 10 miliardi di euro, l’8% dell’industria alimentare e un export di 5,1 miliardi (+1,4% sul 2013).

Rispetto al 2014, restano al top della classifica Marchesi de’ Frescobaldi; al secondo posto, guadagnando posizioni rispetto al 2014, la Casa Vinicola Zonin; seguita da Masi Agricola, che perde una posizione rispetto al 2014; poi c’è il Gruppo Banfi, in risalita di 7 posizioni, e l’azienda Antinori, stabile in quinta posizione.

Tra i principali aspetti emersi dall’analisi ci sono diversi profili. A livello di siti web, l’e-Commerce “diretto” è ancora appannaggio di pochissime aziende vinicole, anche se tra le top 25 del Paese.

Resta quasi del tutto non presidiata, con 2 sole aziende sulle 25 analizzate, la disponibilità sul sito corporate di un servizio di e-Commerce “diretto”. La difficoltà di adeguare l’intera struttura aziendale e logistica è ancora percepita come ostacolo, mentre l’online shop di prodotti eno-gastronomici e aggregatori è in costante crescita.

Quasi tutte le aziende vinicole oggetto dell’indagine di FleishmanHillard hanno compreso la necessità di presidiare il mobile. La partita della digitalizzazione e dell’export si gioca soprattutto su questo aspetto, per entrare in contatto con generazioni sempre più abituate a navigare da smartphone e bere-vino-marcopolonewstablet. Secondi i dati Audiweb, il tempo totale speso online è generato per ben il 62,4% dalla fruizione di internet da device mobili.

È tutt’oggi solo parzialmente sviluppata l’ottimizzazione dei siti esaminati, sia in termini di creazione di contenuti ottimizzati che di link autorevoli che rimandano al sito, fattori che favoriscono la presenza del sito stesso nelle primissime pagine dei motori di ricerca.

A livello di canali social, in termini di presenza delle aziende, YouTube ha raggiunto Facebook, a dimostrazione, a distanza di un anno, della maggiore consapevolezza acquisita circa il potere dei contenuti video.

Le aziende del vino mostrano in generale un buon presidio dei principali social network: conducono la classifica a pari merito Facebook e YouTube, utilizzati da 17 aziende su 25, seguiti da Twitter con 12 aziende.

Instagram e Pinterest, due social network più giovani ma dalle grandi potenzialità per il settore enologico, vedono entrambi la presenza di 6 sole aziende delle 25 prese in esame.

Buona la situazione per Facebook dove, tra le 17 aziende con un account, 13 hanno pubblicato un post sulla propria pagina negli ultimi 7 giorni presi in esami, alcuni con cadenza quasi giornaliera; per YouTube, solo 3 delle 17 aziende con un canale hanno pubblicato un video nell’ultimo mese, mentre 8 solo nell’arco degli scorsi 6 mesi. Piuttosto positivo l’aggiornamento in Twitter, considerando che 8 aziende tra le 12 con un account twittano notizie con una frequenza pressoché quotidiana.

di Patrizia Tonin

29 Maggio 2015

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