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Coronavirus: l’importanza del vino e-commerce

L’emergenza Covid-19 ha stravolto le dinamiche e i comportamenti d’acquisto. Aprire un e-commerce diventa oggi una necessità per arginare la crisi e rispondere a nuove esigenze. ll Coronavirus sta cambiando completamente la vita quotidiana di persone e aziende. Confinati in casa i consumatori cercano nel web le risposte alle loro necessità di acquisto e vedono l’e-ecommerce come un mezzo per fare compere senza mettere a rischio la propria salute.

Secondo i dati forniti da GfK in italia, in queste settimane di lockdown, abbiamo avuto un vero e proprio boom dell’e-commerce con un importo medio di spesa che è cresciuto del +26%. Il blocco di molte attività e il timore di un contagio ha portato infatti, milioni di italiani a scegliere l’e-commerce come canale d’acquisto privilegiato. In questo contesto emergenziale i negozi online rappresentano una risposta efficace alla crisi e una nuova opportunità di business sia a breve che a lungo termine.

Le misure imposte dal Governo italiano per affrontare l’emergenza Covid-19 hanno previsto la chiusura delle attività commerciali che non forniscono beni di prima necessità. Sono misure drastiche ma necessarie per arginare il diffondersi dell’epidemia, che costretto le aziende e attività commerciali ad affrontare le proprie “carenze tecnologiche” per aprirsi a nuovi business. Se fino ad ora un negozio non aveva dedicato risorse all’e-commerce, ora è il momento di farlo per dare una svolta concreata alla propria attività che altrimenti sarebbe destinata a chiudere o a subire perdite ingenti.

A proposito dell’importanza dell’e-commerce Giancarlo Moretti Polegato ,  patron di Villa Sandi, marchio top delle colline del Prosecco, dice “Il Coronavirus ci ha sfiorato ma non colpiti. Il nostro fatturato non ha sofferto, abbiamo lavorato molto con la grande distribuzione, che ha compensato la chiusura di alberghi e ristoranti. Ma la pandemia ci ha insegnato tre cose, che permetteranno a noi e al settore del vino di affrontare meglio il futuro e crescere ancora”.

La prima lezione?

“La prima cosa che abbiamo imparato, e che non sparirà, è l’importanza dell’e-commerce. Prima della pandemia era meno sviluppato, adesso ha conosciuto un boom, specialmente tra i giovani, e ha permesso a tutti di non rinunciare alle cose a cui erano affezionati. Il vino ha vissuto molto grazie alle vendite on line, e che hanno permesso di superare i limiti imposti dal lockdown e dal distanziamento. E’ un fenomeno che non scomparirà, e le aziende debbono attrezzarsi per cavalcare la nuova formula commerciale.”

La seconda lezione?

“L’e-commerce ci ha aiutato poi a capire in assoluto l’importanza della Rete, non solo per la distribuzione, ma anche per attività che prima pensavano fossero assolutamente e solo legate alla fisicità. Abbiano scoperto che non è così”.

La terza?

“Il nostro settore ha degli appuntamenti internazionali importanti. Ma le grandi fiere del vino devono cambiare. Quelle tedesche e italiane, come il Vinitaly del 2020, sono state annullate. Ne abbiamo sofferto, ma ci siamo adattati e abbiamo capito che forse è importante che le fiere siano più selettive, più professionali, meno dedicate ai visitatori e più ai tecnici e ai produttori. Così si accresce il valore delle iniziative e il migliora il confronto tra chi produce”.

Il vino significa anche territorio. Con il virus c’è un rimbalzo positivo del fatto che in Italia si è accentuata la voglia di natura, e sembra crescere il rispetto del territorio. Secondo quanto dice Polegato il vino è territorio, il territorio e il vino sono turismo. E il turismo è una delle più importanti ricchezze del paese. Questo lo sa bene Villa Sandi che possiede colline del prosecco, che sono patrimonio dell’Umanità dell’Unesco per la loro bellezza e per la conservazione del territorio. E’ importante continuare su questa strada, e le aziende del comparto devono attrezzarsi per cogliere le opportunità. Villa Sandi stata pioniera in questo, poiché le sue aziende agricole sono tutte Biodiversity Friend, niente diserbanti né veleni. Rispettano le api. Nelle tenute hanno fatto le “palestre in vigna”, aree attrezzate in ambiente salutare, e usano vecchi casali ristrutturati per una mini rete di hotel.

Il turismo e l’ambiente possono aiutare il paese a ripartire, come dimostrano le prenotazioni che iniziano ad arrivare per visitare le cantine e soggiornare. Non sono solo italiani, ritornano austriaci e tedeschi. Questo ci insegna a non perdere mai la speranza e che l’Italia ce la può fare perchè è un paese bellissimo con cibo, vino, territorio e città d’arte.

Patrizia Marin

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