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Chetogenica: la gestione del “blocco nel calo del peso”

Il Dr. Riccardo Ferrero Leone ci spiega come affrontare il blocco del calo nel peso nella dieta Chetogenica, meglio conosciuto come l’INCUBO STALLO!

Non siamo dei banali contenitori dove si possa facilmente mettere e togliere così come facciamo da un ripiano di libreria o da una cassettiera; o meglio, a mettere è molto facile, a togliere sono poi dolori e infatti eccoci qua mooolto numerosi!

Esiste una spiegazione fisiologica a tutto questo dettata da un istinto primordiale contro il quale possiamo ben poco, è l’istinto di sopravvivenza; questo detta il comportamento che ci accomuna tutti e che risiede nella ricerca della giusta quantità di cibo.

Oltre la ben conosciuta sensazione di fame per la quale consumiamo pasti che la possono attenuare per un certo numero di ore, esiste un meccanismo filogeneticamente molto antico che favorisce l’accumulo di scorte per preservare l’individuo nei periodi di carestia; se un pasto normale ci permette di andare avanti per 12-24 ore, una buona scorta di deposito grasso ci consente di sopravvivere per diversi giorni anche in totale assenza di nutrienti.

Consideriamo che ogni volta che intraprendiamo la strada del dimagrimento dobbiamo scontrarci con questi due meccanismi, la ricerca di un pasto appagante nell’immediato e la necessità di demolire delle scorte tanto preziose per la sopravvivenza.

  • per il primo problema sappiamo che in chetogenica quasi sempre dopo pochi giorni la sensazione di fame si attenua moltissimo, a volte scompare del tutto e questo ci favorisce molto;
  • per il secondo aspetto invece non c’è chetogenica che tenga, non si tratta infatti di controllare una sensazione ma di andare letteralmente contro un istinto naturale.

Ed è anche per questo che a volte perdere peso è estremamente difficile!

Ecco perché se siamo a dieta, dopo periodi più o meno lunghi di calo del peso questa evoluzione tende a rallentare e si ferma, i sistemi neuro endocrini di allarme leggono una condizione di chiara carestia nell’ambiente esterno (introduciamo meno cibo) e per sopravvivere adeguano il metabolismo a quanto ingeriamo, non cedono più un grammo di riserva adiposa, entriamo cioè in fase di stallo!

Cosa accade in questo caso e come è bene muoversi?

Comportamenti da evitare e che accadono di frequente (perdonate il dialetto romanesco ma rende meglio):

  1. “…anche stà chetoggenica* m’ha fregato, ho perso 5 chili bene bene, da ieri non perdo più n’etto, MOLLO TUTTO!” (purtroppo accade spesso!)
  2. “…c’aveva raggione* – () a Roma raddoppiamo tutto! – mi cognata che 1000 calorie erano troppe, mò abbasso a morì e ‘ie faccio vedè io a sta bilancia de mm….a!”
  3. “…saranno troppi de sti poglioli e de ste merendine cheto che costano ‘m’botto? Me sarò ‘nstasata come dice mi cognata? (n’artra cognata, no quella dee calorie!)”
  4. “…mo’ o’ sistemo io a sto’ metabbolismo*, m’hanno detto de fa Momad, Nomad, Calad, n’ho capito bene ma nun se magna pe’ n’giorno e poi aricali”
  5. “…ho letto de na pillola che saa pìano assronauti, che solo ch’a ordini su amazzo e già perdi na taia, appena m’arriva me sparo tutto er blistere…e me pio pure Moduretic, tieh!!!

e di seguito con altre soluzioni magari lette su Novella 3000 (perché e’cognate sò finite!) 😂😂

Cosa fare invece “seriamente” in caso di stallo?

  • non sono tre o quattro giorni di blocco del peso che devono far scattare alcun panico da fallimento, pazientate ancora;
  • NON ABBASSATE ULTERIORMENTE L’INTROITO CALORICO, rafforzereste in questo modo il segnale di carestia che vi ha portato allo stallo aggravando il blocco metabolico e andando incontro a debilitazione;
  • non inserite schemi particolari di “stress” tipo omad, non hanno un potere dimagrante intrinseco, mantenete gli appuntamenti alimentari ai quali siete abituati; avrete tempo successivamente ripristinato un corretto metabolismo
  • non cercate prodotti miracolosi per la perdita di peso, non ne esistono, esisteranno forse ma anche in quel caso assumendoli andrete incontro ad      una nuova forma di dipendenza e registrando un effetto di rimbalzo non appena interrotto il prodotto miracoloso. Peggio che mai autoprescrizioni di diuretici chimici!

Per risolvere correttamente un momento di stallo, se dopo almeno una settimana non vediamo più scendere il peso, interverremo allora con una cosiddetta “ricarica”, termine impropriamente importato dal mondo dello sport, che in chetogenica intende il reinserimento temporaneo – per uno o due giorni – di una maggiore quota in carboidrati o in grassi perché arrivi nuovamente un segnale di abbondanza dall’ambiente e riprenda così il consumo delle riserve.

…e lasciamo stare i consigli delle cognate!😂

Press Release

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