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Al Barolo&Barbaresco Festival di Roma le annate 2011 e 2012

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barolo e barbaresco festivalPer il loro debutto in società, le annate 2011 e 2012 hanno scelto il “Barolo & Barbaresco Festival”, a Roma. La Camera di Commercio di Cuneo, attraverso la sua azienda speciale CEAM (Centro Estero Alpi di Mare), ha accompagnato questo debutto per due vini e due annate di eccellenza, i gioielli della Langa. Padrino di questo esordio romano è stato un cuneese doc, Andrea Olivero, viceministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. “Confidiamo nel valore aggiunto che questi vini danno al patrimonio del Made in Italy nel mondo” ha detto non dimenticando di ricordare, tra l’altro, che “il Piemonte per i suoi vini viene considerato come la Borgogna”.

Nella terrazza del Marriott Grand Hotel Flora di Via Veneto, una stupenda vista sui tetti di Roma e il suo affascinante panorama, si sono presentate 109 aziende produttrici, di cui 79 di Barolo 2011 e 39 di Barbaresco 2012. I vini delle due annate sono stati abbinati alle specialità e ai prodotti del territorio cuneese, preparati dai docenti dell’Istituto alberghiero di Mondovì e Dronero.

“Le eccellenze della Langa a denominazione di origine controllata e garantita, il Barolo 2011 e il Barbaresco 2012 sono tornate, con grande attesa, nella Capitale”, ha detto Ferruccio Dardanello, presidente della Camera di Commercio di Cuneo e dell’Unioncamere nazionale. “Motivo di orgoglio e prestigio, oltre all’alto livello qualitativo dei vini presentati, è il fatto che Cuneo si attesti al primo posto tra le province italiane per percentuale di vigneti iscritti agli albi e maggior numero di vini Docg. Nel 2014 la produzione complessiva de La Granda ha raggiunto la significativa soglia di 120 milioni di bottiglie”, ha chiosato Dardanello.

Una provincia che, con 2800 imprese che fanno vino, con una superficie vitata di oltre 700 ettari produce 4 milioni di bottiglie di Barbaresco (di cui quasi il 70% all’estero) commercializzate da 185 aziende; su 1900 ettari di vitigni da cui si ottengono 13 milioni di bottiglie di Barolo (per quasi l’80% destinato ai mercati esteri). Vini che con il tartufo sono tra le perle del Made in Italy. E Dardanello non ha omesso che “nel 2014 abbiamo fatto meglio della Germania, conseguendo un tasso di disoccupazione del 5,4% e specificatamente del 17% di quella giovanile. E sul fronte dell’estero le esportazioni sono cresciute del The-Langhe-marcopolonews7,6%”.

La presentazione delle due prestigiose annate de La Granda è stata curata da Marco Rissone, docente universitario di enologia e maestro assaggiatore tecnico dell’ONAV, il quale ha spiegato che “le annate di Barolo 2011 e Barbaresco 2012 offrono valori medi di piovosità, con temperature assai simili e potrebbero essere giudicate superficialmente come ‘annate medie’. Viceversa, ad una attenta analisi, si evince che presentano caratteristiche proprie che le distinguono in modo netto. Le differenti distribuzioni dei fenomeni climatici creano considerevoli differenze nel processo di crescita delle colture. L’annata 2011, per i vitigni a maturazione tardiva come i Nebbioli è da manuale: inverno freddo, primavera piovosa, estate asciutta e ventilata, autunno caldo senza precipitazioni , ideale per la perfetta maturazione delle uve idonee a produrre un grande vino. L’annata 2012 è stata l’ultima con estati calde; l’inverno ha fatto registrare temperature sotto lo 0 da record, con una primavera molto piovosa”, ha concluso Rissone.

“Si tratta di annate di straordinaria eleganza. Vini meno muscolosi ma estremamente espressivi. Quest’ano c’è un motivo in più per apprezzare il Barolo: da giugno i nostri vigneti sono il 50° sito italiano del patrimonio mondiale dell’umanità dell’UNESCO”, ha detto Federico Scarzello, presidente dell’Enoteca di Barolo.

Laura Giordano, che preside l’Enoteca Regionale del Barbaresco dove sono rappresentanti 125 produttori, ha ricordato che “l’andamento climatico della stagione è stato particolarmente favorevole per determinare la qualità del Barbaresco Docg del 2012, un vino gradevole nell’immediato, ma idoneo all’invecchiamento”.

 

di Dario de Marchi

31 Maggio 2015

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